Perché la scrittura di codice non compete con l’utilizzo di plugin

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Wordpress è il primo sistema al mondo per realizzare siti web.

C’è una sua caratteristica che gli ha permesso di ottenere questo enorme successo: la possibilità di utilizzare plugin per implementare ed ottenere determinate funzionalità all’interno del sito.

Cosa sono i plugin?

I plugin non sono altro che pezzi di codice (o addirittura programmi) che interagiscono con WordPress per ampliarne le sue funzionalità.

L’utente medio, che non possiede capacità tecniche o particolari competenze informatiche, può quindi sviluppare il proprio sito web velocemente e senza aver confidenza con la scrittura di codice.

Questo spiega il motivo per il quale più di 450 milioni di siti web utilizzano WordPress.

Chiunque può sviluppare un plugin e metterlo a disposizione per gli altri utenti: la qualità di questi strumenti, quindi, assume un ruolo determinante e un’importanza cruciale per la determinazione della qualità di un sito web.

Alcuni esempi di plugin

All’interno di WordPress sono presenti migliaia di plugin che possono rispondere alle esigenze più disparate.

Esistono infatti strumenti per realizzare pagine web con l’ausilio di page-builders visivi, per la gestione degli aspetti SEO del sito, per monitorare e aumentare la sicurezza della propria installazione WordPress, per dare vita ad un negozio online (e-commerce) o per altra qualsivoglia esigenza.

Alcuni dei plugin più noti ed utilizzati sono Contact Form 7, Yoast SEO, WooCommerce, Elementor e Jetpack.

Aggiungere un plugin da interfaccia WordPress

L’interfaccia WordPress dal quale è possibile installare i plugins.

Un errore comune quando si sceglie un plugin

Sebbene un plugin possa rispondere in modo immediato ed efficiente ad una determinata esigenza, gli utenti spesso commettono un errore, scegliendolo.

Infatti, nella maggior parte dei casi, installando un plugin (che crea quindi files e relazioni all’interno del nostro sito web) otteniamo la funzionalità che stiamo cercando, ma anche tante cose di cui non abbiamo realmente bisogno.

Un pò come se, avendo esigenza di utilizzare Microsoft Excel, installassimo sul nostro computer l’intera suite Office, comprensiva di Word, Powerpoint e così via.

Più funzionalità sul nostro sito significa più files presenti, più relazioni tra le tabelle del nostro databases, più codice da mantenere e che potrebbe essere malevolo o buggato, maggiori possibilità di problemi all’interno del nostro sito web.

Plugins e performance: la verità?

Della relazione tra presenza di plugins e performance del sito web se ne è parlato tanto.

Diversi bloggers o aziende hanno condotto vari test sulla maggioranza dei plugins esistenti all’interno della directory di WordPress, al fine di individuare quali avessero le maggior conseguenze su, ad esempio, il tempo di caricamento delle pagine web.

ThemeIsle, ad esempio, ha comparato l’impatto di diverse categorie di plugins, attribuendo il maggior impatto sulle performance a soluzioni legate alla trasformazione del sito web in un e-commerce o alla sicurezza.

comparazione tra l'impatto sulle performance di diversi plugins wordpress
Comparazione effettuata da ThemeIsle

L’aggiunta di un plugin quindi impatta sulle performances del sito.

Lo fa per diversi motivi e in qualità di “porzione” aggiunta.

Anche del codice “custom” scritto da noi avrebbe delle conseguenze sul tempo di caricamento delle pagine, sebbene sarebbe con tutta probabilità più mirato sulla singola funzionalità e senza quindi porzioni non necessarie.

È sbagliato quindi non installare o ripudiare l’utilizzo di plugins per partito preso: è bene, piuttosto, prendere scelte pensate e consapevoli.

Mettendo mano a più di 50 siti WordPress nel corso degli ultimi 4 anni, infatti, ho notato alcune cose, che reputo importante evidenziare.

  • Molte installazioni WordPress “appoggiano” su hosting di scarsa qualità e poco performanti: questo, amplifica notevolmente l’impatto di ciò che aggiungiamo al nostro sito

  • Diverse persone installano (o non rimuovono dalla configurazione di default) decine di plugin di cui non hanno effettivamente bisogno

  • Non possiamo pensare di installare qualsiasi cosa ci passi per la testa: controlliamo prima le recensioni, la qualità dello sviluppatore e i dettagli tecnici dei plugin che vogliamo installare

  • Capita spesso che al fine di aggiungere una funzionalità al proprio sito web, si passino in rassegna diverse soluzioni, fino ad arrivare a quella definitiva. È opportuno non dimenticarsi di cancellare i plugin che abbiamo testato ma di cui non abbiamo più bisogno

  • La maggioranza delle persone non aggiorna regolarmente i plugin installati, andando incontro quindi a malfunzionamenti, comportamenti inaspettati e vulnerabilità in termini di sicurezza.

Perché IO prediligo il codice ai plugins

Avendo confidenza con la scrittura di codice e non essendo di conseguenza un utente medio, io preferisco evitare, dove possibile, l’utilizzo di plugins.

Ci sono tre motivi principali per cui preferisco spendere un po di tempo in più nell’implementazione di una funzionalità piuttosto che aggiungere comodamente un plugin da una libreria, sul sito di un cliente.

Ecco i motivi:

  1. I siti web che realizzo sono tipicamente pensati, progettati e sviluppati su misura per il brand di riferimento.
    Non si tratta di replicare templates o di realizzare il classico sito visto e rivisto.
    Parliamo invece di soluzioni ad hoc per un’azienda, una persona, un movimento.
    Alla fase di sviluppo, infatti, precede un’attenta analisi sui contenuti e un’accurata prototipazione della soluzione web, a cura di un web designer.
    Voglio fare un’affermazione netta: sarebbe impossibile realizzare questo tipi di siti web senza ricorrere all’utilizzo di codice.
    In un sito web dove viene pensato e curato ogni minimo dettaglio – parliamo di stili, animazioni, funzionalità – non riusciremo mai a farci bastare plugin e page builders.
    Penso ad esempio alla meticolosa gestione del viewport e dei breakpoints, grazie alle media queries.
    Ovviamente non sto affermando che evitando il codice non si possano realizzare siti web di qualità, sto semplicemente evidenziando l’impossibilità lavorare ad un profondo livello di dettaglio senza ricorrere ad HTML, CSS, PHP e Javascript.

  2. Reputo l’originalità e l’unicità due ottimi metri di misura per valutare la qualità di un sito web.
    Di nuovo, la scrittura di codice ci consente di distinguerci, di realizzare soluzioni ad hoc ed esperienze per i visitatori del nostro sito.
    Un esempio pratico? La Table of Content.
    Sono sicuro che chiunque stia leggendo questo articolo abbia trovato, navigando tra i vari blog online, questa TOC.

  3. È un dato di fatto che – tipicamente – un sito sviluppato ricorrendo al codice sia tendenzialmente più performante di uno costruito con l’ausilio di page builders e plugins.
    Ovviamente ci sono delle eccezioni e non è una legge scritta ma, nella mia esperienza, ho constatato che mediamente c’è più probabilità di avere un sito lento quando è presente, ad esempio, Elementor.
    Lavorando sul posizionamento organico sul motore di ricerca (SEO) dei siti che sviluppo, ho necessità di avere sotto mano un sito veloce, ottimizzato, prestante.

Conclusioni

Ho cercato di spiegare come i plugin non siano il male assoluto per un sito web sviluppato con WordPress, a patto che vengano scelti, installati e mantenuti con coscienza e criterio.

Ho evidenziato comunque il mio punto di vista: la scrittura di codice ad hoc consente maggior flessibilità, precisione e tendenzialmente un minor impatto sul tempo di caricamento del proprio sito web, parametro vitale per il posizionamento online e per l’esperienza utente.

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